IL LIBRO DEI MORTI

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Il libro dei morti è un insieme di testi funerari contenente formule magiche, inni e preghiere che guidavano e proteggevano l’anima del defunto nel suo viaggio attraverso la regione dei morti.
Attraverso queste formule l’anima poteva scacciare i demoni che ne ostacolavano il cammino e poteva superare le prove dei 42 giudici del tribunale di Osiride, il dio degli inferi.
Questi testi, inoltre, indicavano che la felicità nella vita ultraterrena dipendeva dal fatto che il defunto avesse condotto o meno una vita virtuosa sulla Terra e quindi dovevano servire al defunto per preparare la sua testimonianza davanti ai giudici circa la sua condotta di vita.
Nel libro è descritta, infine, la prova a cui il dio Anubi sottoponeva il defunto: il suo cuore veniva posto su una bilancia e confrontato con il peso di una piuma. Se il cuore era più leggero della piuma che veniva posta sull’altro piatto della bilancia il ka poteva migrare nel regno celeste. Se, al contrario, era più pesante e il morto veniva considerato un peccatore, il ka era condannato alla fame e alla sete o a essere dilaniato da orribili carnefici.
In ogni tomba veniva posta una copia del libro dei morti, in modo da accompagnare e proteggere ogni defunto nel suo viaggio verso la dimora definitiva.
Formulato in periodi diversi della storia d’Egitto, il libro dei morti è giunto fino a noi in tre versioni: eliopolitana, tebana e sciita.