IL PAPIRO

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Il papiro è una canna di palude che cresce in zone in cui siano contemporaneamente presenti acqua abbondante e clima caldo. Questi due fattori agevolano la crescita della pianta che può arrivare ad un’altezza di 5 o 6 metri.

 

 

 

Tuttora molto abbondate nel delta del Nilo, il papiro è stato utilizzato principalmente come foglio su cui scrivere fin dai tempi più antichi della storia dell’Egitto ed è stato utilizzato per migliaia di anni nello stesso modo da tutti i popoli del Mediterraneo, fino a quando non è stato sostituito dalla pergamena (fatta con la pelle delle pecore) intorno al IV secolo avanti Cristo.

 

 

Gli Egizi, però, oltre a questo scopo, lo utilizzavano anche per scopi diversi: come ornamento, per produrre cappelli, sandali, scatole, corde, imbarcazioni, oppure veniva cotto e utilizzato come alimento.

Gli Egizi non ci hanno lasciato alcun documento che parli della fabbricazione del foglio di papiro e la tecnica di fabbricazione ci è stata tramandata da Plinio il Vecchio, storico e naturalista dell’epoca romana, nella sua opera Naturalis Historia.

TECNICA DI PRODUZIONE
Il fusto della pianta veniva tagliato in strisce sottili, poi immerse in acqua. Venivano lasciate a macerare per diversi giorni fino a che non assumevano un colorito bruno.
Venivano poi intrecciate una vicino all’altra in modo verticale e orizzontale fino ad ottenere  un foglio della dimensione desiderata. Le sostanze collose presenti nelle strisce, unite a un’azione di compressione, permetteva dopo alcuni giorni di ottenere un foglio su cui era possibile scrivere.

 

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