RAMESSE II

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Statua di Ramesse II
(Museo egizio di Torino)

Ramesse II fu un grandissimo faraone del Nuovo Regno, appartenuto alla XIX dinastia.
Figlio di Seti e di sua moglie Tuya regnò per 66 anni, dal 1279 al 1213 a.C. e ciò fu possibile grazie alla sua lunghissima vita. Visse infatti oltre novant’anni, più del doppio della vita media di un uomo comune, e questo, oltre alle sue gesta, ha fatto di lui una leggenda che ha superato i secoli e i millenni. Alla sua morte, l’Egitto cadde in una grande disperazione perché più di una generazione non aveva conosciuto altro re.
Ramesse II ebbe oltre 100 figli e un numero imprecisato di mogli, fra le quali spicca la regina Nefertari, la più amata di tutte.

Mummia della regina Nefertari


Divenne re all’età di 25 anni, ma iniziò quell’istruzione necessaria a governare il paese fin da bambino.  Oltre agli studi di politica e astrologia, venne istruito all’arte della guerra partecipando appena decenne alle varie campagne militari condotte dal padre. Durante queste spedizioni venne nominato comandante supremo delle truppe egizie, secondo militarmente soltanto al re. A quindici anni venne inviato dal padre a sedare alcune rivolte in Libia e, al suo ritorno, venne nominato principe reggente.
Oltre ad aver intrapreso numerose azioni militari per estendere e consolidare i confini dell’Egitto, Ramesse II è stato anche l’artefice delle più grandi opere edilizie di quel periodo. Fra i più grandi monumenti da lui edificati si possono ricordare il tempio di Luxor, di Abu Simbel e il Ramesseum, tempio funerario di Ramesse, non destinato ad ospitarne il corpo dopo la morte, bensì a celebrarvi cerimonie legate al suo culto una volta che egli fosse scomparso. Fece inoltre modificare il tempio di Karnak, la cui costruzione era iniziata durante il regno di Amenhotep II.
Fondò anche città, fra cui Pi Ramesse (la casa di Ramesse), dove stabilì la sua residenza. Oggi di questa città non ci sono tracce e gli archeologi la stanno ancora cercando.

Tempio di Abu Simbel
Tempio di Luxor
Ramesseum


E’ stato possibile ricostruire le caratteristiche fisiche di questo grande faraone dall’analisi della sua mummia. Lo caratterizza più di tutto un grande naso aquilino, una mascella possente e un’altezza non comune per quell’epoca. Infatti, benché la mummia sia quella di un uomo molto anziano, con gravi deformazioni alla colonna vertebrale, Ramesse doveva essere alto non meno di 1,80 m, cosa che senz’altro ha contribuito a conferirgli un aspetto particolarmente imponente.

Salma di Ramesse II


Quando morì venne sepolto nella Valle dei Re, ma la sua mummia ha subìto diverse migrazioni nel corso dei secoli, prima per via dei saccheggi e in tempi più recenti per salvaguardarla. La tomba di questo grande faraone fu infatti violata dai ladri di tombe pochi anni dopo la tumulazione e per questo motivo i sacerdoti la spostarono più volte. Nel 1974 gli egittologi del museo in cui era conservata la salma del grande sovrano, notarono che la mummia stava subendo un rapido deterioramento. Decisero dunque di condurre il corpo a Parigi per accertamenti. Siccome la salma doveva viaggiare in aereo, venne realizzato uno speciale passaporto per Ramesse. Il sovrano egizio fece dunque il suo ingresso in Europa, accolto con onori militari, come si conviene a un re della sua fama.
Gli scienziati scoprirono così che il deterioramento era causato da un semplice fungo. Dopo averlo rimosso, analizzarono il corpo della mummia, diagnosticando le malattie che avevano fatto soffrire il sovrano nei suoi ultimi anni di vita. Venne così portata alla luce la probabile causa della morte del sovrano: un'infezione fatale che ebbe origine da un ascesso ai denti.

Radiografia dei denti di Ramesse II


Terminata l'odissea di cure e studi, Ramesse fu finalmente riavvolto nelle bende, riadagiato nel sarcofago e restituito al Museo del Cairo.