LA STORIA DELLA TERRA
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Seguiamo questa storia con l'aiuto delle illustrazioni, tenendo BEN presente, che tutto quello che stiamo per leggere sono IPOTESI, frutto del ragionamento umano e delle sue conoscenze!

L'ipotesi più accreditata dagli scienziati (gli astrofisici, per la precisione), è che il nostro universo sia nato 15 miliardi di anni fa (si scrive 15.000.000.000!!!) da un'esplosione chiamata BIG BANG (che vuol dire, appunto, "grande scoppio").

 

 

 

 

 

 

Il Sole dovrebbe essere nato circa 5 miliardi di anni fa e subito dopo, circa 4 miliardi e mezzo di anni fa, anche la Terra.

 

 

 

 

 

 

 

A quel tempo, la Terra era un vero inferno! Una palla infuocata che girava su se stessa, senza alcuna traccia della vita che conosciamo oggi.

 

 

 

 

 

 

 

Piano piano, la superficie terrestre si raffreddò e divenne una crosta rocciosa.

 

 

 

 

 

 

 

All'interno, rimase un materiale bollente chiamato magma.
Le enormi pressioni che dall'interno del pianeta spingevano verso l'esterno, portarono alla formazione dei vulcani, dai quali usciva una gran quantità di gas e vapori e la cui attività portò alla formazione di una atmosfera primitiva.

 

 

 

 

 

Questi vapori, ad un certo punto, cominciarono a condensarsi, dando origine a formazioni nuvolose molto estese.

 

 

 

 

 

 

Le nuvole originarono piogge che, nel corso di miliardi di anni, andarono a riempire le ampie conche del terreno, dando origine agli oceani e ai mari.

 

 

 

 

 

 

 

Nelle acque dei mari e degli oceani, circa 3 miliardi e mezzo di anni fa, nacquero le prime forme di vita, le protocellule, cioè quelle cellule che nei miliardi successivi hanno dato origine a tutte le forme di vita, sia animali sia vegetali, del nostro pianeta.

 

 

 

 

 

Da quel momento in poi, la vita ha preso possesso del pianeta, manifestandosi nelle forme più strane e diverse. In un percorso durato miliardi di anni, le prime cellule si sono evolute e hanno formato animali sempre più complessi, fino ad arrivare a noi, che siamo la specie più giovane del pianeta.


 

I DINOSAURI

Nella storia evolutiva degli animali terrestri, un capitolo a parte va dedicato ai dinosauri, che sono stati i dominatori della Terra molto prima della nostra comparsa.

La parola “dinosauro” fu proposta per la prima volta nel 1841 dal paleontologo inglese Richard Owen. E’ formata da due parole greche: sauros = lucertola e deinos = terribile.
Questi rettili apparvero sulla Terra circa 230 milioni di anni fa e si estinsero, cioè scomparvero, 65 milioni di anni fa. Fra i dinosauri vissuti in questo periodo, alcuni meritano un'attenzione particolare.

 

IL TIRANNOSAURUS REX

Il T-Rex fu il più grande carnivoro mai vissuto sul nostro pianeta. Era lungo come quattro automobili, alto come una giraffa e pesante pressappoco quanto un elefante africano. Un uomo molto alto gli sarebbe arrivato appena a metà coscia. Del suo aspetto incuriosiscono le minuscole zampe anteriori, che assomigliano a piccole mani di due sole dita ciascuna. Come le usava? Ancora oggi è un mistero: forse servivano a trattenere la preda o a sollevarsi da terra.
Una volta affondati i denti nella preda, il T-Rex non lasciava più nessuna possibilità di fuga. Poco male se nel combattimento perdeva qualche dente: ben presto gliene sarebbero spuntati di nuovi.

CARATTERISTICHE DEL CRANIO
Ossatura del teschio forte e spessa, capace di assorbire lo sforzo compiuto dai muscoli delle poderose mascelle quando l’animale attaccava la preda o un avversario.
Denti seghettati lunghi circa 18 cm, lievemente ricurvi per trattenere le prede
Collo robusto e poderoso, in grado di reggere gli scuotimenti della testa mentre l’animale strappava e mordeva le carni della preda.

 

 

 

 

 

IL TRICERATOPO

Il nome di questo antico rettile deriva dalle tre sporgenze ossee (corna) presenti sul suo cranio. Il triceratopo era tozzo e poteva pesare anche 10 megagrammi. Nel 1889 furono ritrovati per la prima volta resti fossili di triceratopo nel Nord America. La scoperta suscitò grande interesse, proprio perché non si era mai immaginato che esistessero dinosauri con le corna. Nel 1924, in Mongolia (una regione della Cina), furono trovati 70 scheletri e numerose uova che conteneva ancora, al loro interno, fossili di minuscoli triceratopi; lo studio di questi fossili permise di stabilire che i piccoli, appena usciti dall’uovo, erano già provvisti di corazza ossea. Nonostante l’aspetto terrorizzante, i triceratopi erano erbivori tranquilli, ma disposti a difendersi con coraggio e determinazione se attaccati da predatori come il T-Rex.

 

LO PTERANODONTE

Lo pteranodonte fu il primo rettile a conquistare il cielo, grazie al quarto dito della zampa anteriore che, allungato e unito al resto del corpo da un sottile lembo di pelle, gli permetteva di planare. Lo pteranodonte, pur avendo grosse dimensioni, era già provvisto di ossa cave, come gli uccelli attuali, e quindi il suo peso era  modesto. Tuttavia, non sapeva spiccare il volo e, per planare, si arrampicava sulle alte scogliere da cui si lanciava verso il mare per catturare i pesci che teneva dentro il becco come fanno gli attuali pellicani.
Non si conosce ancora la funzione del corno osseo posto sul suo capo: si pensa che potesse servire a fare da contrappeso al potente becco.

 

IL DIPLODOCO

Per la sua imponente mole è considerato uno dei più grandi rettili mai esistiti. Alcuni scheletri, ritrovati negli USA, misurano fino a 30 metri di lunghezza. Il suo peso doveva aggirarsi intorno ai 10 megagrammi. Il diplodoco frequentava le paludi e trascorreva gran parte del suo tempo semi immerso nell’acqua, sia per alleggerire gli arti dell’enorme peso, sia per cibarsi di piante acquatiche. Molto probabilmente, appoggiandosi sulla coda possente, era anche capace di reggersi sulle zampe posteriori, arrivando così a brucare le foglie degli alberi. Per difendersi dai predatori usava sia la coda, come frusta, sia gli arti anteriori sollevati.

 

L’ANATOSAURO

Questo tipo di dinosauro fu fra i più diffusi e i meglio adattati ai vari ambienti. La sua conformazione fisica era particolarmente adatta alla vita acquatica, per esempio utilizzava il suo becco per nutrirsi di piante tipiche delle paludi di quei tempi.

 

 

 

 

 

 

 

LA SCOMPARSA DEI DINOSAURI
Gli scienziati hanno proposto diverse teorie sulle cause dell’estinzione dei dinosauri:

LA CADUTA DELL’ASTEROIDE

Circa 65 milioni di anni fa, sulla Terra precipitò un immenso asteroide. L’impatto con la crosta terrestre provocò una violenta esplosione che oscurò il cielo dell’intero pianeta con immense nubi di polvere.

Private della luce del sole, le piante morirono; di conseguenza, i dinosauri erbivori cominciarono a morire per mancanza di cibo e, successivamente, anche i carnivori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE UOVA DEI DINOSAURI

I dinosauri si estinsero a causa dei primi, piccoli mammiferi che si nutrivano delle uova di dinosauro. Lentamente, questo portò alla scomparsa dei grandi rettili.

 

 

 

 

 

 

 

 

I MUTAMENTI CLIMATICI

Sul pianeta avvennero grandi mutamenti climatici: il livello del mare si abbassò e aumentarono le terre emerse. I mari si raffreddarono e ci furono grandi eruzioni vulcaniche. I dinosauri non sopportarono questi cambiamenti climatici e morirono.

 

 

 

 

LO SAPETE CHE...

Il dinosauro più grande mai esistito fu il seismosauro. Il suo nome significa “lucertola che scuote la terra” e il nome gli deriva dal fatto che, per le sue dimensioni e il suo peso, faceva tremare la terra quando si spostava. Il seismosauro, infatti, era lungo circa 36 metri e pesava all’incirca 56 megagrammi.
La vita di un dinosauro durava tra i 30 e i 70 anni. Vivevano più a lungo i grandi dinosauri, rispetto a quelli piccoli.

 

I MAMMIFERI

Dopo la scomparsa dei dinosauri, sulla Terra si diffusero i mammiferi e gli uccelli.
I primi mammiferi erano comparsi quasi nello stesso periodo dei dinosauri, erano molto piccoli e alcuni erano simili a topi. Essi si adattarono a qualsiasi tipo di ambiente e ai vari cambiamenti climatici. Il loro corpo era ricoperto di peli, non deponevano le uova, ma partorivano i loro piccoli e li allattavano.

 

 

Tra i mammiferi  c’erano poi i primati, che vivevano sugli alberi e che si distinguevano in proscimmie e scimmie. Queste ultime hanno avuto grande importanza nel processo dell’evoluzione.

Da esse, infatti,  si sono evolute le scimmie antropomorfe (gorilla, scimpanzè e ominidi, gli antenati dell’uomo).

MAMMIFERI PREISTORICI

ARSINOITERIO

Questo spaventoso mammifero africano aveva la mole di un rinoceronte e sul cranio mostrava due enormi processi nasali, simili a corni.

 

 

 

 

 

 

 

DEINOTERIO

Il deinoterio aveva una statura gigantesca. E’, forse, l’antenato dell’elefante: la sua caratteristica principale erano infatti le possenti zanne rivolte verso il basso e il suo scheletro era abbastanza simile a quello dell’elefante di oggi.

 

 

 

RAMAPITECO

Il ramapiteco appartiene alla famiglia dei primati e nell’evoluzione si pone vicino all’uomo. Gli studiosi ritengono che fosse onnivoro e che si muovesse già su due piedi.